Su di me

Ho sempre pensato che i racconti fossero ciò che di più bello possiamo avere, perché a differenza dei ricordi, i racconti trasportano persone e luoghi, trasmettono qualcosa, ispirano e rimangono, mentre i ricordi sono solo una pelle morta delle cose.

Sono una persona fortunata, sono piena di racconti.

Ho 31 anni, mi chiamo Smaranda (non è uno scherzo, nè un nickname), vivo in Brianza dopo aver vissuto in parecchi paesi diversi, non stavo mai ferma da bambina e non riesco a farlo nemmeno ora, quando sono felice sono felice più degli altri e quando qualcosa va male, sono triste il doppio.

Ho iniziato a vivere la montagna nel 2016, per due anni è stata solo escursionismo. Poi è successo qualcosa, un paio di incontri, una fiammella accesa nel momento giusto e nel 2018 è diventata enorme, di più, è diventata cordata, è diventata roccia, è diventata polvere sotto gli sci, una cresta affilata o una tenda nel bosco, un modo per esprimermi, al meglio e anche al peggio, è diventata un ritornello, una costante, un modo per crescere.

E’ diventata un racconto.

Quando non vado in montagna lavoro come architetto, nello specifico mi occupo di finanza immobiliare. Mi piace un sacco, anche solo per la faccia che i clienti fanno quando scoprono che il sabato e la domenica vado ad arrampicare o che i soci che mi conoscono poco fanno vedendomi arrivare vestita da ufficio. Ci ho messo un po’ di anni a trovare la bilancia e l’equilibrio tra il mio lavoro, molto “milanese” e le mie passioni, però ad oggi mi sembra un ingranaggio che gira bene. E’ come se si bilanciassero a vicenda, senza succhiarsi via l’un l’altro le energie. Mi piace, mi permette di vivere e sperimentare ambienti molto diversi tra di loro. Penso sia una delle mie grandi forze, sono una persona poliedrica, mi riesce decentemente bene tutto, non sono brava in nulla, non faccio però nemmeno troppo schifo in qualcosa.  

Quando nè vado in montagna nè lavoro coccolo i miei due gatti, combino disastri con le piante, scrivo tantissimo, per me, per gli altri e per Skialper, progetto viaggi in posti sconsigliati dalla Farnesina, leggo tanto ma sempre meno rispetto a quello che vorrei, ascolto musica da radical chic e alzo la voce per le cause in cui credo, tipo che se siete razzisti, omofobi, leghisti, sessisti, probabilmente non andiamo molto d’accordo.

Per il resto, sono una persona normale, sempre che ne esistano.