Spigolo del Velo (Cima della Madonna, Pale di San Martino) – quel poco che ho imparato delle Dolomiti

La mia esperienza in Dolomiti è risicatissima: per un motivo o per un altro ci ho trascorso una sola settimana e le conosco davvero poco. Ma quel poco me lo ricordavo bene, le Dolomiti le riassumerei così, per chi non sa scalare (e dico "per chi non sa scalare" perché a volerla dire tutta di roccia stupenda in Dolomiti ce n'è a iosa, è che stupenda uguale compatta uguale gradi duri uguale bisogna saper scalare):

Via Osio Canali al Torrone Orientale – ippica alpinistica

Di sicuro non si può dire che quest'anno, in quanto a salite con avvicinamenti lunghi e/o complessi, salite incul... emm lontane e salite con discese più complesse delle salite stesse non ci abbia dato dentro. La si vede da San Martino, netta che chiude la Val Torrone, con il suo profilo a cresta segnato in …

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Via Molteni al Badile – ci sono posti che sono luoghi

Gli avvicinamenti a qualsiasi parete della Val Masino sono uno strazio annuale che, complice la demenza giovanile, segue perfettamente le stagioni: l'inverno prontamente  ne cancella il ricordo, la primavera li diluisce in un "massì, son due tornanti e sei lì, saranno nemmeno due orette a buon passo" e l'estate ne fomenta il desiderio spinti solo …

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Corno Stella e Rocca Castello – bivacchi, cime e piedi cotti

Ogni anno, detto poi come se scalassi da dieci anni, mi metto tra gli obiettivi quello di andare in un posto nuovo a scalare: quest'anno è toccato alle Alpi Marittime. Sapevo da tempo che anche Ange ce le aveva in mente quindi in poco tempo ci ritroviamo ciascuno a proporre alcune vie, tra Rocca Provenzale …

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Cresta Signal al Monte Rosa – storia di una guida alpina, di un bivacco e di diedri marci

Stefano Benni dice "Sarebbe bello durare quanto i racconti che ascoltiamo e raccontiamo, ma loro dureranno più di noi." Forse per questo che ho sempre ritenuto importante il ruolo degli insegnanti, declinato in qualsiasi ambito: chi insegna si prende l'enorme responsabilità di tramandare, del racconto, a volte inconsapevolmente diventa motore della fantasia di qualcuno. Siamo …

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Biancograt al Bernina – i tentativi, la morte e il resto della vita

Ci sono due sensazioni che ho imparato ad individuare bene in montagna: la prima è quella del non voler essere altrove. Che finché sono salite al proprio livello è scontato, ma non lo è quando la situazione diventa leggermente di disagio, non lo è quando tutto sommato un divano, una coperta e un film non …

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Cresta Kuffner e cima del Maudit – del perché vale la pena vincere la paura

Non ci si sente mai davvero pronti. Per tutto, per una salita importante, per un rapporto, per una nuova esperienza. Ma c'è un preciso momento di ogni scelta al quale bisogna stare molto attenti: quello in cui qualcosa sembra possibile, nonostante faccia tanta paura. Quel particolare momento, se lo si impara a riconoscere, è magico. …

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Via Zucchi (Pilone Centrale, Grignetta) – il distanziamento sociale dell’autosicura

Potrei dirvi che l'ho fatto perché mi sta antipatica la gente. E in effetti sì, l'ho fatto per quello. Ma non è socialmente accettabile dirlo quindi l'ho fatto perché mi son svegliata storta, dopo un paio di giorni storti, in cui dajeeridaje non sono riuscita ad organizzare nulla che mi dicesse qualcosa, mi hanno paccato …

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Punta San Matteo – in caso di emergenza rompere il vetro

Diciamo che prevalentemente io non soffro la quota. Sono una di quelle bastarde fortunate che a 2.000 come a 4.000 stanno più o meno uguale. O meglio: penso di non soffrire la quota, tanto anche a 800 metri ho la nausea, il fiatone, il mal di testa, sono così allenata che mi basta il dislivello …

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