Resegone senza mezzi a motore – ma che ne sanno i ladri di biciclette

Ci sono racconti che scrivo subito, di getto, con le mani sporche di magnesite o gli sci che gocciolano acqua sul pavimento della sala. E poi ci sono racconti che devono lievitare, come i panettoni a Natale. Perché alcune cose le capisci davvero solo dopo un po' di tempo. Una mattina di inizio gennaio, siccome nel partorire idee stupide sono, come si può dire, piuttosto brava, ho deciso di di legare alla "speriamo che tenga" gli sci sulla mia vecchia citybike, Clarabella, e andare a togliermi dalla scarpa un sassolino di quelli piccoli ma stronzi. Piccoli perché non è che sia una sciata di quelle che mammammia quasi quasi la evidenzio nel curriculum alpinistico, ma stronzi perché in una stagione in cui ha nevicato tanto con tutto quel bendiddio ti pare che vai a sciare sul Resegone dai! E alla fine finisce che quelle sciate lì non le fai mai. Ho aspettato un po' a parlarne perché non potevo assolutamente scriverne qui prima che il racconto di quella giornata fosse pubblicato sul numero di aprile di Skialper! Riuscire a trasmettere qualcosa, scrivendo delle mie esperienze, credo sia lo spin-off più bello che l'andare in montagna mi ha portato, insieme alle persone con le quali ho condiviso le esperienze, dalle quali ho imparato e che alla fine son diventati amici, più che soci di cordata.

Scialpinismo – dislivello e rapporto col mio corpo

Da che io abbia memoria lo sport mi ha accompagnata crescendo insieme a me: all'inizio per gioco (e per sfinimento dei miei genitori dato che ero la classica bambina che per farla star buona, dovevi spararle), poi l'atletica in particolar modo è diventata agonismo, poi c'è stata una rottura netta e due anni fa ho incontrato l'alpinismo. Mi ricordo che quando avevo 4 anni l'allenatore mi diceva che "il cioccolato lo mangia la mamma, tu la stagnola!" facendo riferimento ad una cultura alimentare rigida, assolutamente da inculcarmi nella testa. E ci sono riusciti: ad inculcarmela....

Salto del Nido – regali di Natale

Il fatto che io sia un filo bipolare credo sia lapalissiano dal momento che i miei autoregali per Natale sono stati le picche nuove e un set di maschere idratanti per il viso volte a rimediare i disastri che combino al mio misero corpicino portando avanti un equilibratissimo stile di vita che oscilla tra il 1: "sangue botte violenza pezzi di ghiaccio in faccia lividi sul culo", 2: "autoeducazione spartana del mio fegato a reggere birrette da supermercato che non reggevo a 18 anni figuriamoci adesso" e 3: "minestroni di verdure e creme idratanti da mille euro perché mi stacco a pezzi in tutti i sensi se non inizio un po' a prendermi cura di me e accettare che tra un po' possono votare quelli che son nati quando io già ero al liceo". Però vorrei ancora trasmettere l'idea di una persona perfettamente sana di testa che appena le son arrivate due picche nuove che voleva da tanto tempo ha reagito in maniera molto pacata e posata, tipo "andiaaaaaaaaaaaaaamoooo a fare una cascata vi prego amici andiamo a fare una cascata dai dai dai dai", scodinzolando come un cane quando prendi in mano il guinzaglio....

La Pala dell’Eretico – posti dove fuggire

Uno può sforzarsi quanto vuole, di trovare il bello in ogni cosa, di pensare che dal letame nascano i fiori mentre dal diamante non nasce niente, però stando a questo assioma, nel 2020 avrei dovuto ritrovarmi un campo di rose in giardino e così non è stato. Perché a volte è più liberatorio dirsi le cose come stanno, tipo che questo è davvero un anno mediamente di merda, con picchi molto intensi.

Falesie del Ballabiot e Muro del Butch – domeniche d’autunno a casa in famiglia

Arrampicare è, per tanti, oltre che uno sport, un modo per vivere le persone e i posti; come un branco di animali alla ricerca del luogo a noi più adatto, l'autunno ci fa migrare dalle alte e lontane pareti delle vie estive alle falesie invernali. Non è ancora inverno, neve e ghiaccio mancano per ora e la domenica di mezza stagione porta voglia di compagnia e tacche da strizzare. E' quella stagione delle falesiate in cui non hai più caldo, fai sicura col piumino e c'è un grip della madonna. E così domenica siamo andati all'inaugurazione della nuova falesia del Ballabiot!

Spigolo del Velo (Cima della Madonna, Pale di San Martino) – quel poco che ho imparato delle Dolomiti

La mia esperienza in Dolomiti è risicatissima: per un motivo o per un altro ci ho trascorso una sola settimana e le conosco davvero poco. Ma quel poco me lo ricordavo bene, le Dolomiti le riassumerei così, per chi non sa scalare (e dico "per chi non sa scalare" perché a volerla dire tutta di roccia stupenda in Dolomiti ce n'è a iosa, è che stupenda uguale compatta uguale gradi duri uguale bisogna saper scalare):

Via Osio Canali al Torrone Orientale – ippica alpinistica

Di sicuro non si può dire che quest'anno, in quanto a salite con avvicinamenti lunghi e/o complessi, salite incul... emm lontane e salite con discese più complesse delle salite stesse non ci abbia dato dentro. La si vede da San Martino, netta che chiude la Val Torrone, con il suo profilo a cresta segnato in …

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